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Come potete vedere dal menu, è stato aggiunto il pulsante "Passeggiata virtuale". Cliccando su di esso entrerete virtualmente a Cabia, potendo girovagare tra le nostre vie...
Arrivando a Cabia ci si imbatte subito nella nostra chiesa. E’ una chiesa molto grande e bella, guardandola dall’alto ricorda la forma di una croce, la sua imponente facciata e il suo campanile spiccano alti su tutto il paese, come si può facilmente osservare nelle foto che riprendono il paese intero. L’ampio orologio che è stato installato sul campanile può essere visto dal tutto il paese e, ad ogni ora, il limpido suono delle campane scandisce il passare del tempo. Oltre al passare delle ore, il suono delle campane è anche utilizzato per avvertire la popolazione di qualche evento particolare. Ci sono diversi modi di farle suonare e, a seconda della tonalità e della frequenza, la gente può facilmente intuire cosa sta accadendo. Un suono è utilizzato per avvertire tutta la popolazione che una santa messa sta per essere celebrata, un altro suono ed un altro ritmo vengono utilizzati nelle giornate in cui si festeggia qualcosa in particolare (santi, patroni, matrimoni o quant’altro) e un altro suono ancora viene utilizzato quando accadono eventi tristi, come ad esempio la scomparsa di un compaesano. La posizione della nostra chiesa è molto particolare e ben studiata, in quanto essa è stata costruita di fronte alla chiesa di San Pietro, la chiesa madre della Carnia e di tutta la sua gente.
SAN GIORGIO:
Ogni chiesa della Carnia è dedicata ad un santo e questo diventerà il patrono del paese. Ebbene la chiesa di Cabia è dedicata a San Giorgio. Cos’abbia fatto di particolare questo santo per diventare patrono di un paesino piccolo e sperduto tra i monti non lo sappiamo, è difficile ricavare la verità dalle molteplici leggende che sono nate attorno a lui. Ma le poche informazioni che abbiamo le mettiamo a disposizione, sperando di poter arricchire in futuro la storia della chiesa e del nostro patrono con notizie più precise. San Giorgio è nato nel secondo secolo d.C. in una regione dell’Asia minore, in una famiglia religiosa ed è cresciuto nella fede cristiana. Durante la sua vita sembra che abbia intrapreso la carriera militare e che sia stato anche graduato. Ma durante la persecuzione verso i cristiani da parte di Diocleziano, Giorgio non nascose la sua fede, nonostante fosse conscio del pericolo che corresse facendo questo. A quel tempo questo gesto bastò per farsi processare e condannare a morte. Morì decapitato nel 303 d.C. dopo aver ricevuto numerose torture. Prima della sua morte regalò tutti i suoi beni e possedimenti alla gente povera.
LA PALA DI SAN GOTTARDO:
Entrando in chiesa si può subito ammirare gli splendidi affreschi sul soffitto e sopra all’altare. Portandosi al centro della chiesa, si può osservare dapprima lo splendido lampadario e poi, guardando verso sinistra, una tela molto importante, raffigurante "La vergine con i santi". Questa opera, dipinta con la tecnica dell'olio su tela (207 x 111) è la prima opera firmata e datata da Nicolò Grassi (si può scorgere la firma nella copertina del libro appoggiato ai piedi di S. Gottardo). Colui è il personaggio dominante, affiancato da due santi e in alto dalla figura della Vergine con il Bambino, accompagnata da un gruppo di tre angeli. La tela era stata molto alterata e rovinata da una serie di ridipinture, eseguite nell’ 800, ma poi è stata restaurata adeguatamente dal prof. Rampini, che le fece riprendere i colori originali con gli effetti di luce cangiante sui panneggi dei Santi. Questa pala costituisce una presenza di grande valore per la nostra chiesa e per l'interno paese e, per questo motivo, va custodita e salvaguardata con la massima cura.
LA MADONNA:
Sempre dal centro della chiesa, guardando verso destra, si può osservare la splendida statua dell’Immacolata. A Cabia viene festeggiata l’otto Dicembre con la sagra del paese. In questa giornata si svolge la santa messa al mattino, evento molto importante e sentito, e, nel pomeriggio, viene svolta la processione per le vie del paese con la statua della madonna in testa. È una festa significativa per la storia del paese, perchè essa è stata tramandata dai nostri avi, che l'avevano scelta in quanto tale ricorrenza si festeggia nel periodo invernale. Infatti, una volta, gli emigranti rientravano durante il periodo invernale per riposare e trascorrere in famiglia il periodo del freddo, nei prati e nei campi i lavori pesanti erano finiti e quindi l'inverno era dedicato ai piccoli lavori domestici, al riposo e allo stare in compagnia. Considerando tutto questo e la grande religiosità della popolazione di Cabia, si è deciso di festeggiare in modo particolare la festa dell'Immacolata. La bellissima statua pare sia stata acquistata circa settanta anni fa, proprio dai nostri emigranti, non senza sacrifici considerando la la povertà di allora. Vale la pena di far conoscere, soprattutto ai giovani, un aneddoto riguardante la Madonna, che faccia capire quanto Cabia sia religiosa e particolarmente affezionata alla figura della Vergine. Si parla degli anni quaranta e in particolare del periodo in cui si è svolta la seconda guerra mondiale. Allora il parroco era don Carlo Primus che, fiducioso della Vergine, aveva posto sotto la sua protezione tutti gli uomini di Cabia che erano partiti verso il fronte. Scrisse tutti i nomi su di un cartellone e lo appese materialmente alla mano destra della Madonna. Ogni sera veniva recitato il Santo Rosario perché tutti ritornassero sani e salvi dalla guerra. E così è stato, tutti i soldati tornarono nella tanto amata Cabia. Questa è la storia, questa è la religione di un popolo.